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Una pratica che produce dai 6 ai 16 punti di PIL ogni anno, per non parlare dell’innovazione, dell’inclusione e della creazione di nuovi lavori e nuovo lavoro.
Dopo 25 anni di Education in qualità di Curator su questi temi, mi sono commosso. Non vi farò leggere i commenti toccanti che i partecipanti e le partecipanti mi hanno scritto durante e dopo il workshop, per ovvi motivi di privacy e di educazione, ma ho avuto l’ennesima conferma che quando parli di poesia al posto di pragmatismo, e di cultura al posto di imposizione, le persone, quel tipo di persone come giuristi ed economisti, scoprono non solo di avere una visione aulica nonostante la fredda vita dei numeri e delle procedure, ma di essere grandi umanisti e attori relazionali principali nella società.
Io sono un esperto di arte e di progettazione culturale Art Thinking oriented per imprese e istituzioni, non un docente a pieno titolo, ma ogni volta che faccio Education sui miei temi scopro che estrarre l’anima dalla ruggine della quotidianità è un’emozione straordinaria, oltre che un valore per tutti e per ciascuno. Quando poi molti partecipanti ti scrivono che gli hai cambiato la percezione della realtà, sai di aver fatto una cosa enorme nel tuo infinitamente piccolo.
Ringrazio Improda Consulenza d’Impresa che aveva la responsabilità della scelta di docenti e contenuti del workshop e che ha scelto di interpretare il pragmatismo come andrebbe vissuto sempre: siamo esseri simbolici, astratti e sognanti prima di ogni altra cosa, quindi se non alimentiamo la mente con la poesia e con l’arte siamo pragmatici solo a metà.
Guardate di seguto alcune immagini di arte pubblica che ho proiettato nel workshop, se volete, e provate a sentire cosa hanno sentito loro.
#artthinking #artepubblica #economia #disruptiveculture