Daniele Kihlgren, una storia da raccontare al mondo
Daniele Kihlgren ci ha lasciati qualche giorno fa. A volte uomini e imprenditori come lui, per fortuna, lasciano tracce tangibili del loro passaggio sulla terra che sono assolutamente immortali, quindi diventano storie da raccontare e tramandare perché il valore messo al mondo non vada perduto come lacrime nella pioggia di banalità insulse che ci riversano addosso ogni giorno, dall’inizio dell’era digitale.
Santo Stefano di Sessanio (Abruzzo)
Milanese di origine svedese, imprenditore edilizio e turistico, era un ribelle vero, non uno di quelli che strillano senza costruire o che rompono inutilmente vetrine e sporcano l’arte come dei banali sempliciotti: Kihlgren era un creatore visionario, sognante, errante e coraggioso. Non lo stereotipo dell’imprenditore omologato con la cravatta e la divisa da venditore, il contrario: un uomo libero da schemi e recinti per follower obbedienti. Tra le tante cose, aveva fondato due magnifici hotel in Italia; uno vicino L’Aquila, a Santo Stefano di Sessanio, un borgo incredibile incastonato tra monti e mura antichissime, l’altro a Matera, dove sono nato io, nel cuore degli antichi Rioni Sassi, in mezzo a 6mila anni di storia e di storie finora raccontate malissimo dalla storiografia ufficiale, perchè nella banale litania della miseria, hanno omesso di raccontare la ricchezza di sei millenni di arte ante litteram, armonie, decoro e longevità a beneficio di una narrazione retorica e strappalacrime di rivalsa da una povertà nata negli anni ’30 del ’900 per colpa del fascismo, quindi nulla rispetto a 6mila anni di eros e protagonismo politico e culturale.
Sextantio a Matera
L’hotel di Matera è dunque il Sextantio - Le grotte della Civita, considerato dal New York Times come l’hotel più bello del mondo. Un luogo di accoglienza unico e raro dove Daniele ha inventato l’albergo diffuso che oggi va così di moda ma che lui aveva già immaginato agli inizi degli anni Duemila, insieme all’architetta Laura Einaudi che poi lo ha aiutato a realizzarlo.
Abitazioni e caverne, vissute per millenni fino al 1952, sono state trasformate in un hotel in cui l’esperienza non è la retorica dell’emulazione che se ne fa oggi, e neanche lontanamente quella inutile e superficiale del digitale, anche se i materani non hanno capito ancora niente di quel nuovo patrimonio, a parte gli ex abitanti dei Sassi che sono molto più colti e intelligenti di quel che si pensi, e con i quali abbiamo lavorato per elaborare il progetto. L’esperienza che fai dormendo e vivendo al Sextantio é reale, sensoriale, autentica e ti riporta alla civiltà rupestre, non a quella contadina: art thinking puro per farti immaginare come potresti vivere se imparassi nuovamente a riconoscere le armonie di cui hai bisogno.
Una delle terrazze del Sextantio: dalla vista alla visione
Quando nel 2013 abbiamo ideato il progetto Matera Alberga per Matera2019 Capitale europea della Cultura, Daniele ha aderito subito all’idea di inserire opere connesse ai concetti fondanti di accoglienza e convivenza nel suo splendido hotel. A questo link potete leggere del progetto The eternal ear relativo al Sextantio e soprattutto ascoltare l’opera sonora di Giorgina Starr che resterà al Sextantio per sempre. Vi consiglio però di andarci: potrete fare l’esperienza di un viaggio nel tempo immaginario e millenario che riporterà in vita milioni di persone vissute in quel luogo incredibile, e ve ne farà ascoltare le storie facendovi trasfigurare per comprendere valori invisibili attraverso i VOSTRI sensi.
Chiedete alla Reception e vi guideranno all’esperienza dell’opera: 8 minuti con una pietra in mano ad ascoltare un viaggio nel tempo che esce dalla roccia di cui è fatto l’hotel.
Quando innesti poesia e arte nei luoghi, tutto diventa molto più seducente, accogliente e attraente. Enigma compreso.
Tutto questo perché un ribelle, un imprenditore illuminato e libero, ha saputo e voluto ascoltarmi; così ha lasciato una traccia indelebile, poetica, immortale ed estetica al mondo, oltre che formativa e aperta a chiunque passi dal suo albergo.
Certe volte non si vive invano.
Fai buon viaggio grande esploratore, e grazie.
Francesco Cascino
10 Ottobre 2026
Marzo 2019, la sera dell'Opening
