image

L'arte è politica quando la politica è arte

Quello non è un presepe, santa miseria: è un utero!

imageSopra: la Murgia e i Sassi di Matera. Photo courtesy Michelangelo Camardo

Quell’approccio, quella visione, quel modo di fare le cose si chiama art thinking: pensare come gli artisti, immaginare e costruire a regola d’arte, mantenendo nello stesso elemento sia la funzione che l’estetica, che non è cosmetica ma è armonia intelligente e risuona con le geometrie auree di cui siamo fatti noi, di cui è fatto il mondo ed è fatta l’arte, dalla pittura alla scultura, dalla musica al teatro, dalla danza alla performance.

Chi ha costruito i Sassi di Matera, ad esempio, tra la meravigliosa Murgia - habitat rupestre ideale per donne, uomini e trans per millenni - e lo sgorbio della città nuova, 6mila anni fa ha ri-creato una forma di utero e alveare che, quindi, da un lato risponde alle geometrie del "luogo" in cui siamo generati, dall’altro alle mission universali di nascita, crescita, accoglienza e convivenza, come fanno le api, non a caso simboli atavici di grandi civiltà, dai Maya a molti altri.

Quella meravigliosa gente, antenati miei e di migliaia di persone che non hanno saputo onorarli a sufficienza, ha immaginato di vivere in un’unica famiglia, crescendo figli con trenta zie e trenta nonni, nei cortili comuni che chiamano Vicinati perchè ci tenevano tutti vicini, mentre quelli di oggi li chiamiamo appartamenti perché ci appartano.
Al contrario, la famiglia unica di derivazione religiosa, quindi senza nessun riscontro scientifico, umanistico, culturale ed empirico (perchè chi parla a nome di Dio sta mentendo) è una narrazione manipolata per non darci un piano B, per tenerci rinchiusi nella paura di essere soli, fuori dalla nostra ristretta cerchia natale. Ma la vita è l’esatto contrario, noi siamo Quanti, abbiamo biologicamente e psichicamente bisogno gli uni degli altri per vivere, ecco perché le tribù hanno resistito migliaia di anni alla stupidità di alcuni uomini, veri rappresentanti del male, che vogliono solo dividere, rubare le armonie altrui, vivere le vite di chi è felice.

Le disarmonie contemporanee

imageTanto per darvi uno stimolo ed entrare nel tema di cui parliamo, guardatevi intorno, il mondo è pieno di città dense di eros, attrattive e accoglienti, suadenti e seducenti tanto da essere il sogno di milioni di persone che vogliono viverci, e meta di milioni di viaggiatori che voglioni visitarle e trarne esperienza culturale ogni giorno. A parte i turisti del selfie e quelli sempre attaccati al telefono per postare fotografie che testimoniano la loro voglia di condividere ma anche la distrazione percettiva; quelli si perdono il meglio.

Da Petra a Matera, da Parigi a Roma, da Venezia ad Amsterdam, da Bamako a Lalibela, dal Viet Nam al Perù in tutto il mondo hanno costruito contesti urbani o rupestri di un’armonia all’apparenza irripetibile e di certo non ripetuta. Non sono cartoline, sono il simbolo altissimo che arte e architettura hanno messo al mondo dei tesori antropologici resistenti alle guerre, all’ignoranza e alla solitudione delle moltitudini. Solo il simbolo stesso dell’abitare a regola d’arte.

Oggi, ancora oggi, molti artisti e molte artiste sanno come riprodurre quelle armonie, rinnovandole. Chi non lo consente, dalla politica agli urbanisti corrotti, vuole il nostro male.

Sopra: Carlos Garaicoa, installazione

Come si riconosce il male?

imageGli adepti del male sono totalmente ignoranti, urlano di civiltà e patria fondate sulla cultura e sull’arte ma non ne sanno niente. Prova a interrogarli, vedrai che non te lo lasciano fare. Parlano di banalità che possono capire i sempliciotti e gli invasati poco scolarizzati, per poterli manipolare, tipo primati del proprio Paese o invasioni dei migranti, ma non sanno che solo i complessati e i paurosi straparlano nel primato di sé stessi, perché sanno di essere loro quelli inferiori, e se lo dicono per convincersi del contrario.

La felicità è sentirsi uguali agli altri, dal punto di vista emotivo, ovviamente. Sono cristiani o religiosi ma che Cristo fosse palestinese non glie lo sentirai mai dire, hanno troppa paura di quelli forti e fanno i forti con i deboli. Gente da nulla, insomma, delinquenti travestiti da protettori e storie già vissute, lasciate a marcire a Piazzale Loreto. Non abbastanza capillare il lavoro fatto, direi. Oggi il fascismo è rinato perché non è mai morto, e i poveri di spirito che credono si parli di fascismo del Ventennio si fanno portare a spasso dai fascisti stessi: la gente intelligente parla di fascismo come atteggiamento culturale ed emotivo, non politico. E quello, in Occidente, non muore mai, va combattuto ed estirpato con la cultura e con le arti, dalle scuole dell’infanzia fino alle università, ma con le immagini intelligenti, perché la mente ragiona per immagini, non per parole, altrimenti avremmo già ripulito il mondo da questi scarti. Infatti loro usano le immagini, i salottieri di Sinistra no, quelli credono che la cultura sia accademia, purtroppo, e lasciano milioni di diseredati alle mafie e ai populisti. E al male.

I difensori del male spendono i tuoi soldi in armamenti che arrichiscono gli amici, poi ti chiedono di andare in guerra ma loro e i loro figli restano a casa, e ti parlano della trincea come una cosa gloriosa ma se si tagliano con un coltello da cucina strillano come galline. Sono cafoni, rozzi, impreparati e incravattati, volgari, violenti, bugiardi, puzzano di conformismo, di porcile in disordine, hanno giacche tutte uguali e divise che tengono la ciurma uniforme: impossibile non riconoscerli, se sei intelligente e, soprattutto, se l’arte ti ha aperto
il terzo occhio, l’intuito informato e il senso critico. Chiedi a chi la compra o la frequenta da anni, ti parlerà di valori concreti, risultati tangibili e sviluppo reale. Mica la retorica delle Accise, delle pensioni o di Bibbiano.

Il male è stupido, ignorante e solo. Da sempre. Per cui ciclicamente va in modalità rivalsa.

Senza titolo...

imageIl male lo riconoscete dalla banalità con cui si esprime e da come ripete frasi fatte da altri, sempre uguali, come ripetitori senza linfa vitale. Lo potete vedere anche oggi in modalità di restaurazione, da oltre 30 anni all’attacco della felicità collettiva con televisioni banali e social divisivi, urlanti slogan da quattro soldi su migrazioni, ordine, differenze di classe, sessualità e ambiente, le cui basi teoriche sono smentite dalla scienza e dai secoli di evoluzione generati dalle arti e dalla cultura. La paura tiene unito il gregge sotto il bastone di un solo pastore, da sempre. I disobbedienti invece sono quelli che rinnovano il mondo, perché la mente cambia ogni 5 minuti, e questo vuol dire che la conservazione ci ammala, l’innovazione antropologica e intelligente, quella armoniosa ed etica, invece ci consente di vivere a lungo perché rispetta la nostra natura.

Quando nella vita vuoi un generale al potere, vuol dire che non hai studiato il Cile, l’Argentina, la Grecia di 30 anni fa e nemmeno Wanna Marchi, che ti ha rubato tutto strillando come una vaiassa della Garbatella.

Vuol dire che sei un follower e non s
arai mai un leader.

Questo accade perché non ti hanno fatto parlare da piccolo e tu ti senti inadeguato a raggiungere le vette di quelli che chiami radical chic, a cui vorresti tanto appartenere, ma siccome non ce la fai e sei un follower, allora credi che i venditori di inutilità false lo faranno al posto tuo. Ma c’è un problema in tutto ciò: quelli pensano solo ai fatti loro e sfruttano la tua ignoranza, che poi è la causa della tua sudditanza da qualunque tipo di sistema. Perché se questi delinquenti con la terza media sono andati al potere negli ultimi trent’anni é colpa proprio dei radical chic, di una Sinistra annacquata e vecchia che non sa niente di niente dell’evoluzione del mondo, che ha un gap di velocità con la società civile, con gli operatori culturali veri e propri e con i ricercatori di nuovi mondi che è enorme, perché questi sono buoni solo ad atteggiarsi a frequentatori di biblioteche, ma la cultura è il participio presente del verbo coltivare quindi, se hai capito cos’è e l’hai mai praticata come facciamo noi professionisti dell’arte, sai che ti cambia ogni cinque minuti. Come biologia richiede.

Perciò non potrà mai esserci nessun tenutario permanente della cultura, e su questo i barbari hanno ragione. Se foste davvero colti sapreste dai libri di storia che nessun vero democratico e nessun vero uomo colto può tenere in schiavitù milioni di poveri perché gli servono i lavori di fatica. Ogni uomo e ogni donna prima o poi si ribelleranno, per quanto barbari siano, e lo fanno nel modo sbagliato, cioè credendo a questi delinquenti che vedete in foto e a tutti gli altri, a cui i salotti buoni hanno lasciato lo spazio, per non essere mai stati in periferia a occuparsi dei problemi reali delle persone.

La storia si ripete perché la gente non la studia, e la gente non la studia perché milioni di persone sono costrette ad andare a lavorare a 16 anni, proprio per responsabilità di quelli che oggi protestano contro questi ripugnanti delinquenti che vedete, e da quelli che immaginate fuori da questa foto. Perché l’arte funziona così, come la ghiandola pineale: vedi una cosa e ne immagini un’altra, ed è questo allenamento del Terzo occhio che ti fa diventare intelligente ogni giorno di più. Mica gli slogan triti e ritriti di questi miserabili bifolchi senza titolo.

Il tuo dovere è aggiornarti, e non è un dovere etico o civico, ma è come funziona il cervello ed è come siamo stati costruiti in natura. Prima lo capisci, prima evolvi e vai dove vuoi tu.

I distretti allargano, il campo largo restringe

imageSopra: La Friche de Belle de May, Distretto culturale di Marsiglia

Come si fa a recuperare la capacità di andare oltre la superficie, quella che avevano i nostri avi, quella che abbiamo noi che frequentiamo il mondo dell’arte, e quella che hanno tutte le persone che non si sono lasciate travolgere dalla manipolazione del senso critico che hanno fatto scientemente prima la TV e adesso i social? Per chi non ha questa esperienza diretta é difficile da comprendere: da millenni, l’urgenza espressiva del sentire che noi chiamiamo Arte, e la capacità di costruire imprese artigianali e città bellissime che avevano i nostri avi, che noi chiamiamo Art Thinking perché generava le stesse armonie di cui è fatto il mondo, difende e alimenta la percezione informata dall’eros e dall’intelligenza emotiva che l’arte crea e che ha generato il valore enorme che abbiamo ereditato.

Un mondo intatto, pieno di oggetti meravigliosi e di luoghi accoglienti e armoniosi che noi stiamo distruggendo perché una mafia mondiale, preparata e cinica ha deciso di contaminare la nostra percezione e il nostro intuito con immagini manipolatorie. L’Alleanza nera. Cioè buia.

Mentre l’arte fa l’esatto contrario: genera immagini liberatorie che rendono tutti noi autonomi e di nuovo in grado di vedere oltre lo sguardo e sentire oltre il visibile. L’arte pubblica e i distretti culturali, ad esempio, per parlare di benefici colletivi e comuni, sono un’esperienza immersiva sul serio, mica stupidaggini digitali.

Un vero artista mantiene intatta la sua sensibilità verso il bene pubblico. Così come abbiamo provato a spiegare nel nostro Dossier di Pozzuoli2028, C
andidata a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, voluto dalla Giunta comunale, insieme a Paolo Lubrano, Luigi Pingitore, le artiste, gli artisti e tutti i cari amici coinvolti, compreso il Team di Art Thinking Project.

L’arte pubblica e i Distretti sono tra le soluzioni più efficaci ai problemi di esclusione, degrado e mancanza di opportunità. Generano economie enormi, se progettati da esperti veri e titolati, e aumentano il PIL e i fatturati aziendali allo stesso tempo, se messi opportunamente in coniugazione con il tessuto territoriale.

Fatevene una ragione: improvvisarsi curatori o promotori sottrae occasioni a chi sta peggio e alle imprese, e i conti da pagare arrivano, prima o poi. Sempre.

Rigenerazione umana e politica, first

imageRigenerazione e Distretti culturali. Rigenerare, riqualificare, trasformare, riutilizzare, riciclare: il trend del momento è tutto sintetizzato in queste parole. Le usano tutti e in tutto il mondo, ma questo non vuol dire che non siano espressione di valore. Anzi.

Non abbiamo cambiato il nome al Colosseo solo perché è diventato una cartolina per turisti annoiati; si chiama così perché altrimenti non avrebbe la sua identità.

Resilienza e rigenerazione sono termini che rappresentano concetti fondamentali.

Per me e per tutta la mia Community di Art Thinking Project
, la rigenerazione è un concetto strategico e fondante; da oltre quindici anni la chiamiamo rigenerazione umana invece che urbana perché, insieme agli abitanti e agli imprenditori, ai migliori artisti, gli architetti e gli altri professionisti del mio network, progettiamo trasformazioni ed evoluzioni territoriali o imprenditoriali (o entrambe) in modalità tailor made, partendo dalle identità di persone e luoghi, quelle antiche e quelle che ancora non vediamo, indagando i desideri reali, i sogni e i bisogni, le capacità artigianali e professionali, le radici autentiche intese come unicum di visione, attitudine e conoscenze. Non le mura.

A proposito: il termine FeliCittà lo abbiamo inventato noi molti anni fa, la prima volta che lo abbiamo usato è sul mio website e su quello di ATP. Perché la politica deve tornare protagonista dello sviluppo territoriale connesso a quello antropologico, sociale, professionale e del palinsesto delle occasioni, ma deve chiamare progettisti titolati, non gli amichetti impreparati. Solo così resterà traccia del suo passaggio, altrimenti resteranno macerie.

Quella sopra è la foto di quando il Governo tedesco decise di chiudere tutti i Deputati e i Senatori nel Parlamento mentre Christo lo impacchettava; si capisce l’impatto simbolico di un colpo di genio così o ve lo devo spiegare?

L'obbedienza a fedi e fazioni porta solo del male a tutti, tranne che ai sacerdoti

imageChe poi, dico io, ma basta no?

Vi siete bevuti Berlusconi col suo milione di posti di lavoro, i soldi delle mafie e le competenze al potere, poi al posto delle competenze ci ha messo la Minetti e la Santanchè, dall’alto della loro volgarità, della terza media e della totale assenza di scrupoli a rubare e urlare al contempo, e voi ancora credete alle balle sulla meritocrazia?

Vi siete bevuti la nipote di Mubarak e Lega ladrona, vi siete bevuti anche la cazzata dell’anticomunismo e, ogni volta che questi delinquenti hanno puntato il dito contro un nemico immaginario, voi ci avete creduto. Manuale di Goering: dai al popolo un tema per volta, un nemico facile per volta, uno slogan per volta e farai quello che vuoi. Questo è il male, e parte dall’ignoranza.

Come disse un vero leader, un
uomo di una storica ed evoluta Destra liberale, quel gigante di Kohl a quel clown di Berlusconi: il comunismo é morto nell’89, il fascismo non morirà mai perché non è una fede politica e si alimenta di ignoranza, e noi dobbiamo combatterla con la cultura ogni giorno. Kohl, giusto per informazione, ha aperto 112 cantieri di arte pubblica già dal ’91 e creato la Ruhr e le leggi per le imprese che investono in arte e cultura: mica minorenni in galera per la gioia di vecchi rincoglioniti dalla TV. Quanto sarebbe necessaria oggi una Destra così illuminata e colta; ma non sul fatto... sul mondo.

Per non parlare del fatto che avete creduto a un perfetto idiota con il QI di una marmitta come Salvini, un totale cretino, incapace, ignorante, incolto e bugiardo, e avete creduto a Bibbiano, alla casa nel bosco, ai 49 milioni, ai treni che arrivano più puntuali di prima e alla sua casa comprata a prezzi democristiani. Guardatevi allo specchio.

Non contenti, avete creduto alla Meloni, una furba borgatara in rivalsa dai propri complessi, una che strilla come se fosse appena arrivata, poi fa l’esatto contrario di quello che ha urlato per anni ed è stata ministro nel governo Berlusconi un sacco di tempo senza combinare niente. Una complessata psicopatica, una come voi, d’altronde, con le vostre stesse frustrazioni e la stessa rabbia da sfogare per non avercela fatta nella vita, che non è la vita professionale ma è quella emotiva, è quella che vi fa sentire soli e inutili per cui ogni volta che arriva un idiota e vi scatena la rabbia che avete in corpo, poi gli credete senza verificare i fatti. Tanto mica siete veri patrioti voi, mica vi occupate del destino di figli e nipoti: voi siete solo dei miserabili individualisti spaventati da quattro cazzate di quattro delinquenti.

Credete a tutto, siete l’esatto opposto del concetto di forza e coraggio. I fatti sono che in Italia i ministri dell’Interno più longevi sono quelli di Destra, quelli che si lamentano della mancata sicurezza dei cittadini...

I fatti sono che le Accise sono intatte, che questa delinquente, che protegge le chat di mafiosi e avanzi di galera, non ha mantenuto una sola delle promesse che ha fatto, e il costo della vita è alle stelle, un sacco di gente non ce la fa più mentre questa scimmia urlatrice aveva promesso il governo della rinascita e una patria, come la chiamano solo lei e i sottosviluppati, che rispondesse ai parametri di civiltà. Ma la civiltà è fondata sull’arte e la cultura e i giannizzeri ignoranti lo urlano ma non lo sanno, perché non sanno neanche cos’è e come funzionano questi due elementi fondanti del mondo.

Sempliciotti e ignoranti credono solo alle urla dei piazzisti di Arcore, salvo poi rubare ogni cosa, come è successo col nazismo e con il fascismo, buoni solo a uccidere innocenti indifesi, scappare travestiti, stuprare, sottomettere e deportare. Gente da cui alcuni selvaggi israeliani e americani hanno preso alla lettera la lezione.

Ci mancava Wannacci Marchi a dimostrare che siete un popolo di miserabili bifolchi fascisti, gente senza cultura né dignità, boccaloni che vengono presi all’amo da furbi disonesti e totalmente incapaci di mantenere le promesse che fanno. Siete. Perché io e moltissimi altri come me non facciamo parte di questo branco di pesci rossi e di fuorilegge. Ci siamo dati altre dignità e altre prospettive, con enorme sacrificio e a rischio della solitudine e del conto corrente, perché abbiamo il coraggio di mantenere dritta la barra dell’etica e dell’empatia.

La verità è che solo i disobbedienti, i ribelli e le persone libere mandano avanti il mondo, non appartengono a nessuno se non all’universo e alla sua materia, della quale siamo fatti tutti. Siamo molto più cristiani dei cattolici e siamo molto più preparati alla conoscenza di quanto lo siano i falliti al potere, perché a noi il potere interessa come verbo, non come sostantivo. Chi vuole il potere e non riesce a pensare alle persone é solo un povero impotente.

Però coraggio, tra poco arriveranno i mostri a salvarvi e FUN ZIO NE RAN NO!


Francesco
Cascino

Roma, 31 Luglio 2026

Art Consulting | Cultural Project
Founder e Art Director di Art Thinking Project

image
flagHome