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Tarocchi e Intuizione. La poesia dell'imprevisto nell'era dell'AI

imageTarocchi e intuizione: la poesia dell’imprevisto nell’era dell’Intelligenza artificiale.

Da una idea di Francesco Catullo - in un evento tenutosi il 17 Dicembre 2025 presso lo Studio Legale LDP di Roma di cui è co-founder - i lavori sono stati moderati da Francesco Cascino - Art Consultant, Founder e Presidente di Art Thinking Projects ETS – e sono intervenuti Fortunato Costantino (Dirigente d’impresa e Docente di Teoria generale della sostenibilità d’impresa e dell’innovazione sociale presso European School of Economics di Roma nonchè autore nel 2025 del saggio “Il Qubit di Dio: Scienza, coscienza e trascendenza dell’intelligenza artificiale”), Manuela Maddamma (esperta di Tarocchi e autrice nel 2025 per la Fandango Libri del romanzo “L’affascino”), Piero Polidoro (Ordinario di Semiotica presso l’Università LUMSA di Roma) e Filippo Riniolo (Artista specialista di pratiche relazionali connesse alla storia come dispositivo culturale di comprensione del presente). Con le conclusioni di Alessandro Sammarco, co-founder di LDP.

In un’era in cui si viene sedotti dalla velocità computazionale della AI, siamo indotti a rinunciare alle nostre capacità intuitive. Queste ultime superano la rigidità delle classificazioni, delle forme, delle parole e del già detto per condurci in sentieri non convenzionali dove ancora si possono cogliere aspetti che attendono di essere riconosciuti. I Tarocchi come le Opere d’arte non sono didascalici, riconoscendo ai loro interlocutori la capacità creativa di attraversarli per interpretarli. Non sono dati che delineano rassicuranti confini, ma soglie che invitano ad essere superate. Aprendoci al lato oscuro delle cose scopriamo che, nell’era della registrazione in cui viviamo, oltre ad essere destinatari passivi di informazioni, possiamo anche essere creativi e come tali più intensamente protagonisti della nostra esistenza.

Così recita un mirabile post di Giuseppe Cassano - suo LinkedIn di Dicembre 2025 - Direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche della European School of Economics di Roma. Una sintesi perfetta ed efficace del tema dal quale abbiamo preso spunto il 17 Dicembre 2025 per confrontarci con un centinaio di amici e amiche intervenute, per oltre due ore piene ed intense, su arte, simboli, intuito, eros, visione, intelligenza emotiva e poesia dell’imprevisto, come l’ha definita l’Avv.Catullo con una felicissima formula dialettica oltremodo immaginifica. Partendo dai Tarocchi, simboli e rebus artistico esoterici per antonomasia.

Sono state due ore come quelle al tempo dei salotti letterari, degli artisti di Parigi o di Piazza del Popolo a Roma, o semplicemente due ore come quelle dei cortili, delle piazze e degli amici senza telefonino, in cui il tempo si fermava e si formava, le emozioni diventavano informanti, intelligenti, pregne di contenuti, e te le portavi dentro per giorni, anche se il giorno dopo c’erano altre occasioni di incontro.

La poesia dell’imprevisto: cosa racconta meglio di questo titolo la profondità della vita vera, quella dove ci tocchiamo, parliamo e sentiamo i profumi emotivi che sgorgano dalle parole e dalle persone, suoni, immagini e gesti che diventano tutt’uno con lo scambio energetico ed emotivo che ci nutre.

Dicono le neuroscienze che senza il confronto con l’altro il nostro IO non può definirsi. Io lo capisco bene, so cosa vuol dire, d’altronde siamo Quanti, per cui senza insieme non è neanche il singolo. Sono sempre stato così, non ho mai creduto al pragmatismo dell’efficienza senza l’umanesimo dell’intelligenza culturale, il sesto e l’ottavo senso, la conoscenza sensoriale.

Scrive Francesco Catullo nella premessa del programma della serata: I Tarocchi sono simboli che stimolano diversi gradi di lettura a seconda delle attitudini dell’interprete che li interroga. Superano la rigidità delle parole per inaugurare sentieri non convenzionali che consentono di cogliere aspetti che ai più restano oscuri. Sono più affini alla poesia che alla prosa, valorizzando le sopite facoltà creative insite in ognuno di noi. Aprendoci al lato oscuro delle cose, ci confermano che abbiamo risorse ulteriori rispetto a quelle che utilizziamo come destinatari passivi di informazioni e ci spronano a valorizzarle per diventare protagonisti della nostra esistenza. Un tempo sono stati ritenuti fortunati coloro che intendevano “la segreta voce dei fiori e delle cose mute”, nell’era di I.A. è ancora così?

Si capisce da queste poche, poetiche parole che la sfera dell’inedito, dell’istinto, del mistero, dell’enigma e dell’intelligenza emotiva - quella dell’arte visiva e di tutte le arti, se esercitate al massimo livello qualitativo di ricerca e cultura - è molto più interessante, ricca e attraente di quella della prudenza, della ragione, della paura. La strada per risvegliare i sensi dev’essere fatta insieme, sia per superare gli steccati piantati dai sistemi di controllo che, a loro volta, hanno paura di inoltrarsi oltre il buio della siepe e hanno esigenza di governare coscienze libere e geniali, sia perché il cammino fatto insieme è più seducente, erotico e gioioso.

I relatori e la relatrice sono stati semplicemente MERAVIGLIOSI, ci hanno aperto strade inesplorate verso orizzonti fertili e carichi di nuove idee, nuove visioni, nuova immaginazione.

L’artista ha portato le sue opere dedicate allo spazio e alla luna, dove inserisce scrittrici e scrittori che, da sempre, ne usano il potere poetico che ha fatto innamorare e sognare tutti noi per millenni: miliardi di persone che ne sono i veri proprietari, in un presente apocalittico e ignorante di guerre stellari e conquiste lunari senza senso nè etica. Un concetto laterale che comprendiamo meglio con l’estetica.

Ci vorrebbe un camino al giorno, e uno a sera, per ritrovare lo stupore della conoscenza e la felicità, la preziosità di stare insieme, crescere, immaginare e vedere ben oltre il semplice guardare. E questo vale anche per le città dove regna sovrana la solitudine, mentre si potrebbero costruire luoghi di FeliCittà dove le coscienze trovano le forme dell’accoglienza che cercano istintivamente. Ma se venite con noi, che stiamo per aprire una stagione così, partendo da quella sera del 17 dicembre 2025, rivedremo la luce e sarà un lungo, bellissimo camino


Francesco Cascino

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