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RavelloLab 2023: le parole della cultura

imageSi sono conclusi il 21 Ottobre 2023 i tre giorni di RavelloLab dove, da 18 anni, una volta l’anno si analizzano problemi legati alla cultura e si propongono soluzioni per il sistema insieme a una quarantina di esperti: un networking di reti e organizzazioni che si impegnano a migliorare lo sviluppo di imprese e comunità. Il risultati dei tre giorni di lavoro è un documento pubblico di raccomandazioni che mandiamo al Governo, al MIM, al MIC e al MUR per tramite del fondatore, Alfonso Andria, grande animatore e Presidente di RavelloLab.
imageCon Pierpaolo Forte, Andrea Cancellato, Umberto Croppi, Stefano Karadjof, Michela Marchiori, Claudio Bocci, Daniele Pitteri, Maurizio Di Stefano, Francesca Bazoli e molti altri, quest’anno abbiamo lavorato su due temi: le relazioni culturali internazionali e la Formazione.

Io ho lavorato nel team della Formazione con Fabio Pollice, Magnifico Rettore dell’Università del Salento, e ho fatto le seguenti proposte:

• Inserire le gallerie di arte contemporanea che fanno RICERCA tra i primi PRODUTTORI di cultura, quindi destinatari di interventi intelligenti su fisco, finanza e formazione da parte del legislatore. Questo vale anche i bravi collezionisti e le fondazioni che, insieme, producono lavoro manuale e intellettuale e un fatturato complessivo in Italia di 70 MLD. Il ruolo dell’arte contemporanea è primario anche in tema economico e finanziario, questo lo sanno tutti quelli che si aggiornano.

• Ho chiesto, spiegando nei dettagli come e perché, che gli artisti vengano rimessi al CENTRO dei processi formativi, educativi e politici come già facciamo noi per le imprese. Artisti selezionati però, cioè solo quelli con lo sguardo laterale, l’approccio Art Thinking, indicati da curatori titolati che abbiano visioni e risultati verificabili. Chi lo ha fatto - Papi, Re e grandi governanti - è nel cuore del mondo da millenni. Perché l’arte in_forma nel profondo, la parola o l’immagine effimera se ne vanno appena arriva l’informazione successiva. Per cui gli artisti - soprattutto gli artisti performativi e relazionali che coinvolgono sensi e immaginario in modo profondo - si possono interire tra i formatori, non solo tra i formandi.

• Nei programmi di formazione bisognerebbe creare team trasversali multidisciplinari, cosa che tutti dicono di fare poi nessuno sente il bisogno di avere artisti e curatori nei contesti legislativi o di formazione dei regolamenti e delle leggi. Lo stesso RavelloLab un tempo aveva solo teorici. Per fortuna da qualche anno ci sono curators e operatori reali come me, e questo dovrebbe essere il modello di sempre per ogni Ministero, Think Tank, istituzione formativa o laboratorio che si rispetti. Ma mancano ancora gli artisti. Grave mancanza che va colmata subito; una proposta che il
Magnifico Rettore e il Team hanno accolto con entusiasmo.

imagePurtroppo tutti sono convinti di sapere tutto ed è per questo che il mondo va in rovina. Bisogna avere meno complessi e più reciprocità, e vale anche per tutti NOI. Siamo i primi a dover dare l’esempio di ricreare la santa alleanza tra competenza, cultura e intelligenza, rimettendo le persone giuste nei posti giusti, senza rigidità, con spirito di collaborazione e trasmissione di know how ma con il rispetto assoluto dei ruoli e delle esperienze positive.

Buon lavoro a noi, stiamo lavorando per Poi.

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