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Domenico N

DN, il poeta contemporaneo della civiltà rupestre

DN era nato in Puglia nel 1930 ma vissuto a Matera praticamente tutta la vita. Dirigente politico, intellettuale militante, corrispondente di media nazionali e Caporedattore di una TV privata materana che si è sempre occupata di cultura, era per noi un giornalista indagatorio e geniale, uno che usava l’occhio documentaristico per produrre coscienza politica. Ma ci sbagliavamo.

DM è stato come un padre per me e per moltissimi della mia generazione, sia letteralmente, sia in termini di modello politico, culturale, etico ed estetico. Nel suo portamento c’erano implicite le mille eredità della civiltà rupestre, quella elegantissima modalità di stare al mondo che ha costruito case, città, utensili e memorie indelebili, consegnandoci il mondo bellissimo e intatto che lui ha fotografato in modalità poetica, alla maniera dell’arte, l’unico dispositivo di senso che fa emergere la verità nascosta e le anime autentiche di cose, luoghi e persone.

Aveva un sorriso di quelli dolci e forti come quelli dei suoi soggetti fotografati, quegli occhi di donna dal Femminino sacro che ti fanno sentire sicuro di avere le risposte ai tuoi bisogni interiori, gli stessi bisogni che indagava nella civiltà rupestre - che chiamano erroneamente contadina - di Puglia, Basilicata e tutte quelle terre da cui provengono i nostri beni e di cui non abbiamo più percezione.

DN non ha mai dimenticato di fotografare quei volti, quelle situazioni in cui il pathos intangibile dei momenti importanti non viene né visto né descritto da molti, eppure esiste e ci tiene in vita.

Come ci tengono in vita tutte le cose belle della vita, quelle che non si vedono. Compresi donne e uomini che lavorano duramente ogni giorno perché noi possiamo avere tutto quello che vogliamo con un singolo gesto, o spostandoci comodamente a fare la spesa. Quella realtà, quella verità invisibile eppure vitale lui l’ha vista e dipinta con la macchina fotografica e il terzo occhio, proprio perché non si è mai disgiunto dall’empatia per il mondo, le persone, i valori che contano.

Non abbiamo ancora un’idea corretta di quanto sia necessario un esploratore di autenticità come lui e come i fotografi e i registi, gli attori, i produttori del Neorealismo italiano (non a caso collezionati e amatissimi negli USA); tutte le crisi che il mondo ha attraversato e attraversa dipendono dalla percezione corretta che abbiamo di appartenere alla comunità del mondo con le sue diversità, pena la non comprensione della realtà reale, la più bella e preziosa di tutte.

44 delle sue meravigliose fotografie sono in mostra al Corner del MAXXI di Roma dal 28 Giugno al 3 Settembre 2023, in caso vi vogliate specchiare nelle vostre origini reali, non quelle narrate nei documentari.

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